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guerre dimenticate/2

Diamanti di sangue - Greg Campbell


Carocci, 2003, 18 euro
Francesco Longo
La Sierra Leone è sfigurata dal 1991 da una guerra civile senza uscita.
I guerriglieri del Fronte rivoluzionario unito (Ruf) hanno dissanguato il paese con amputazioni, stupri di massa ed esecuzioni sommarie: al centro dello scontro, il controllo delle miniere di diamanti.
Diamanti di sangue è un reportage che ricostruisce il macabro traffico delle gemme con uno stile crudo e appassionato, tutto scritto in prima persona da Greg Campbell. Il giornalista americano racconta la storia del commercio delle pietre attraverso personaggi incontrati in un Eden sfitto diventato via via infernale, in cui ambienti esotici sono set di storie gotiche: «le spiagge da cartolina di Freetown traboccarono di ossa e teschi». Il libro ripristina l'occulto passamano: dall'estrazione delle pietre, agli slogan del marketing, passando per intermediari, esportatori, sightholder. Con la vendita dei diamanti i guerriglieri acquistano armi, con le armi controllano le miniere e massacrano la popolazione, in un gorgo senza fondo. A far filtrare qualche spiraglio sfocato, è intervenuta l'Onu, con l'operazione più vasta e costosa che abbia mai sostenuto per porre fine a un conflitto.
Dopo risoluzioni, trattati deludenti e nuovi tentativi di riportare ordine, l'accelerazione della tregua si è vista dopo l'11 settembre, quando è emerso il legame tra il Ruf e al Qaeda. Nel gennaio 2002 le Nazioni unite hanno annunciato ufficialmente che la guerra in Sierra Leone era finita. Con una timida fiducia nella parola futuro, Campbell chiosa il libro con immagini di luce.