I servizi di intelligence statunitensi, con un bilancio annuale di 26,7 miliardi di dollari inalterato dai tempi della guerra fredda sono i più ricchi del mondo. Alleanze strategiche e una tecnologia potente permettono loro di un quotidiano spionaggio sui telefoni, i fax e la posta elettronica di tutto il mondo. Ma la carta più importante in mano agli Stati uniti è la cooperazione delle polizie e degli eserciti di altri stati, più preoccupati di conservare le rispettive prerogative di sorveglianza che di proteggere le libertà individuali.
Gli Stati uniti sono ormai così potenti da non temere le reazioni dei loro"amici" europei? C'è voluta l'ostinazione di un ricercatore neo-zelandese, Nicky Hager, per svelare l'esistenza di unaincredibile rete di sorveglianza planetaria, il sistema Echelon, attivo dagli anni '80... La sua inchiesta
(1) ha rivelato nei dettagli come funziona da circa vent'anni l'Agenzia di sicurezza statunitense (National security agency, Nsa), uno degli organismi statunitensi più segreti, per"ascoltare" con discrezione tutte le comunicazioni internazionali
(2). Intervistato sull'argomento, Zbigniew Brzezinski, ex consigliere della sicurezza nazionale durante la presidenza di James Carter, ha ammesso per la prima volta:"Quando si ha la capacità di avere informazioni, è molto duro imporre barriere arbitrarie alla loro acquisizione (...) Dobbiamo rifiutarci di leggere?"
(3). Rovesciando l'accusa, spiega la sua concezione dell'"amicizia": se una conversazione tra il governo francese e quello tedesco"è tale che questi non vogliono che (gli Stati uniti) ne conoscano il contenuto, non è immorale da parte loro?".
L'embrione della rete di spionaggio statunitense risale all'inizio della guerra fredda, verso il 1947, quando Gran Bretagna e Stati uniti strinsero un primo patto di raccolta e di scambio di informazioni chiamato Ukusa. In seguito, a questi due stati si sono affiancati il Canada, l'Australia e la Nuova Zelanda. Stazioni di ascolto molto potenti, installate in questi paesi e sparse sistematicamente sul pianeta, captano i segnali ritrasmessi verso la terra da satelliti tipo Intelsat e Inmarsat.
Questi satelliti trasportano una parte non trascurabile (anche se ora in calo) del traffico internazionale delle telecomunicazioni. Ogni giorno centinaia di migliaia di fax, di telex, di messaggi elettronici e di chiamate telefoniche del mondo intero sono passati al setaccio, smistati, selezionati, analizzati.
"Il sistema Echelon rivela Nucky Hager è stato concepito in modo da interconnettere [tutte le stazioni di ascolto] per permettere loro di funzionare come le componenti di un tutto integrato". Queste stazioni di ascolto sono disposte a basse latitudini, in modo da captare l'insieme dei fasci dei satelliti Intelsat: una stazione è situata a Waihopai, nel nord della Nuova Zelanda; due stazioni negli Stati uniti, una sulla costa ovest, a Yakima, l'altra sulla costa est, a Sugar Grove; i britannici ne hanno installata una in Cornovaglia, a Morwenstow, mentre la stazione australiana è situata a Geraldton, sulla costa occidentale dell'isola-continente. A questa rete bisogna aggiungere probabilmente una sesta stazione nell'Atlantico meridionale e i sistemi di ascolto destinati ad altri tipi di infrastrutture di telecomunicazione.
La massa di informazioni raccolte in questo modo è però troppo consistente per poter essere sfruttata dai dipendenti pletorici, ma non infiniti dei servizi di intelligence."La chiave dell'intercettazione spiega Nicky Hager sta in potenti computer che scrutano e analizzano queste masse di messaggi per estrarne quelli che presentano qualche interesse. Le stazioni di intercettazione ricevono milioni di messaggi destinati alle stazioni terrestri legittime e utilizzano i computer per individuare quelli che contengono certi indirizzi o parole-chiave pre-programmate". Sono indirizzi e parole-chiave che i servizi di informazione si scambiano sotto forma di"dizionari" che riflettono le preoccupazioni del momento. Basta che nel corso di uno scambio telefonico o via fax, o per posta elettronica, siano menzionate parole come"terrorismo","droga","guerriglia", o dei nomi come"Castro","Gheddafi","Saddam Hussein" ecc. perché l'intera comunicazione sia identificata, trattenuta, analizzata. Un po' come per i motori di ricerca su Internet, queste"grandi orecchie", munite dei migliori sistemi automatici di riconoscimento vocale, di lettura ottica e di valutazione dei contenuti, riescono a selezionare"quantità di dati gestibili (sulle centinaia se non migliaia di comunicazioni quotidiane)".
Obiettivi non militari Lo scenario è il seguente
(4). Ogni giorno, gli analisti delle diverse agenzie esaminano la raccolta del giorno prima, che arriva fornita di data, indicazione della provenienza e destinazione e alcune cifre-chiave: 5535 rappresenta, per esempio, le comunicazioni diplomatiche giapponesi; 8182 gli scambi che riguardano la distribuzione di tecnologie digitali ecc. I dati sono trascritti, decifrati, tradotti e forniti sotto forma di rapporti dettagliati, di"gists" che danno l'essenziale di una conversazione, o sotto forma di riassunti che situano le informazioni nel loro contesto.
Il documento così prodotto riceve il timbro"Moray" (segreto),"Spoke" (più segreto di Moray),"Umbra" (top secret),"Gamma" (intercettazione di comuncazioni russe) o"Druid" (destinato a dei paesi non membri di Ukusa). Un ultimo codice ("Alpha" per il Gchq britannico,"Echo" per il Dsd australiano,"India" per l'agenzia neozelandese Gcsb,"Uniform" per il Cse canadese e"Oscar" per la Nsa) indica a chi va trasmesso il messaggio via"Platform", il sistema nervoso centrale di Ukusa.
Questo sistema differisce dalle intercettazioni telefoniche"classiche" per due caratteristiche particolarmente preoccupanti.
La prima costituisce un problema molto grave di sovranità nazionale per i piccoli paesi dell'alleanza Ukusa: negli anni '80, i neozelandesi credevano che il loro paese fosse tagliato fuori dalle informazioni della Nsa a causa del rifiuto del primo ministro laburista dell'epoca, David Lange, di lasciar entrare nelle acque territoriali una nave, l'Uss Buchanan, dotata di cariche nucleari. In realtà, senza informare il governo, i servizi neozelandesi avevano al contrario accresciuto la collaborazione con la Nsa e accelerato il radicamento di Echelon, con il rischio di compromettere gli orientamenti presi all'epoca da Wellington in materia di politica asiatica.
Parallelamente, la stampa neozelandese aveva scatenato una grande campagna di disinformazione sul tema:"Cosa faremmo senza le informazioni statunitensi?".
Inoltre, il fatto stesso che Echelon permetta scambi di"dizionari" porta a trasformare ogni servizio di informazione in agente di raccolta, sul proprio territorio, di informazioni destinate ad alleati stranieri. Ma la trasmissione avviene in modo automatico e, per come il sistema è programmato, non permette ai neozelandesi di conoscere le parole-chiave utilizzate dai partner. E, senza dubbio, non esiste reciprocità in questo settore... Questo sistema, per esempio, avrebbe permesso agli Stati uniti di utilizzare le infrastrutture neozelandesi per spiare le comunicazioni dell'organizzazione Greenpeace, durante la sua campagna di protesta contro gli esperimenti nucleari francesi nell'atollo di Mururoa nel 1995, senza che i servizi né ovviamente il governo di Wellington ne fossero a conoscenza! Altra originalità rispetto alle intercettazioni"classiche": le comunicazioni qui sono intercettate effettivamente a partire da parole-chiave, e non piazzando sotto sorveglianza sistematica numeri di telefono, di fax, o indirizzi Internet di persone precise. Questo aspetto tecnico, certo molto promettente in termini di informazioni, cancella ogni possibilità di definire a priori per decisioni giudiziaria, militare o politica le fonti di informazioni raccolte: tutti sono suscettibili di essere posti sotto intercettazione, se solo pronunciano o scrivono una delle parole del"dizionario"! Le deviazioni sono inevitabili. Una ex spia canadese, Mike Frost, accusa per esempio Margaret Thatcher di aver fatto venire a Londra, nel febbraio del 1983, operatori canadesi per sorvegliare due ministri del suo stesso governo che ingenui ordivano qualche tradimento politico comunicando attraverso i loro telefoni cellulari.
E' una tentazione per i servizi segreti e per le operazioni di bassa polizia utilizzare un sistema così segreto e potente: nel 1992, alcuni operatori di alto rango dei servizi segreti britannici, furiosi per alcune deviazioni, hanno rivelato che Amnesty International, tra altre organizzazioni non governative, era stata intercettata a partire da parole-chiave relative al traffico d'armi. Per esempio, hanno mostrato a un giornalista dell'Observer come intercettavano le conversazioni relative alla parola-chiave"aiuto al terzo mondo"
(5). La scelta di questo giornale era molto indicata: anche i proprietari dell'Observer, dopo la pubblicazione di un'inchiesta, nel 1989, sul comportamento del figlio della signora Margaret Thatcher, erano stati messi sotto intercettazione da quest'ultima
(6).
Più in generale Steve Wright, ricercatore alla Fondazione Omega (organizzazione britannica di difesa dei diritti umani), spiega nel pre-rapporto consegnato al Parlamento europeo nel gennaio 1998 che"Echelon è principalmente diretto contro obiettivi non militari: governi, organizzazioni e imprese in virtualmente tutti i paesi (...) Benché molte informazioni (raccolte dal sistema) riguardino potenziali terroristi, c'è anche molto spionaggio economico, in particolare una sorveglianza intensa di tutti i paesi che partecipano ai negoziati Gatt"
(7).
Nessun controllo democratico Non si tratta quindi di deviazioni isolate. I sistemi di intercettazione non si limitano alla sorveglianza di attività terroristiche o mafiose, ma si concentrano anche sulle informazioni economiche e, quindi, le informazioni generali di ordine politico. Gli incidenti venuti alla luce, e che figurano in un rapporto rimesso al Congresso statunitense all'inizio del novembre 1998 (leggere qui accanto l'articolo di Patrick S.
Poole), mostrano però che le principali aziende beneficiarie di questo spionaggio sono quelle che fabbricano gli impianti della rete Echelon, in particolare Lockheed, Boeing, Loral, Trw e Raytheon:"Una relazione incestuosa così forte assicura il rapporto che le informazioni raccolte sono a volte utilizzate per scartare certi fabbricanti statunitensi da mercati a cui puntano queste aziende, principali appaltatrici nei settori della difesa e dell'informazione, e che d'altronde sono sovente la fonte di importanti contributi finanziari per i due partiti che dominano la vita politica statunitense
(8)".
L'opacità che circonda lo sviluppo di questi sistemi rafforza le convinzioni dei difensori della libertà di criptografia. Questi militanti del diritto alla vita privata, che hanno mostrato la loro forza lottando contro il progetto di"clipper chip" americano un chip che dovrebbe"garantire" la protezione delle conversazioni contro ogni intercettazione salvo quelle della Nsa sono stati bollati come"ultraliberisti" che impedirebbero alla polizia di snidare i pedofili, e all'esercito di individuare i terroristi. Benché la questione sia complessa, non si sono tenuti nella dovuta considerazione i mezzi esistenti di comunicazioni sicure, come l'emblematico software Pgp
(9), che si può adattare ai telefoni e di cui fanno già ampio uso le organizzazioni criminali senza dover ricorrere a nessuna autorizzazione amministrativa. Alcuni osservatori però ci assicurano che la Nsa disporrebbe di computer in grado di decifrare il codice Pgp"in modo industriale".
Con grande discrezione, l'amministrazione statunitense è riuscita, il 3 dicembre 1998, a convincere i 33 paesi che hanno firmato l'intesa di Wassenaar
(10) sulle esportazioni di armi, a estedende questo accordo alla criptografia forte, una volta non considerata come"arma di guerra" al di fuori degli Stati uniti e della Francia. Che ironia! Gli Stati uniti sono diventati i paladini del"laissez faire" sulle reti di comunicazione. In nome del libero sviluppo del commercio elettronico, hanno messo al bando qualsiasi riflessione sulla tassazione delle"autostrade dell'informazione" o sull'utilizzo di dati personali.
Ma impongono improvvisamente il ricorso alla regolamentazione per proibire gli strumento di criptaggio, che avrebbero migliorato la protezione della vita privata e la sicurezza degli scambi, ma al tempo stesso avrebbero posto ostacoli alle loro capacità di sorveglianza. Come è possibile che gli stati europei, che godono di un certo vantaggio nello sviluppo delle tecniche civili di criptaggio, si siano lasciati imporre questa decisione?
I cittadini sono stati tenuti sistematicamente fuori da questi dibattiti. Qui sta forse il principale pericolo: non esiste nessuna procedura né contro-potere a garantire che questi mezzi di intercettazione non possano finire nella mani di una organizzazione anti-democratica come, per esempio, la video-sorveglianza nelle strade di numerose città. Lo stato difende con i denti le proprie prerogative (recenti ed esponenziali) di telesorveglianza.
Questo approccio, tutto basato sulla nozione di"sicurezza", è ampiamente condiviso e accettato su entrambe le sponde dell'Atlantico. La Francia, nel campo dell'intelligence economica, è considerata un avversario privilegiato degli Stati uniti. La cronaca dello spionaggio transatlantico ne rende conto con regolarità, che si tratti dei microfoni sistemati negli aerei Air France, o più di recente della rivelazione dell'esistenza di un sistema d'intercettazioni paragonabile a Echelon. Questo sistema sarebbe stato installato dalla Direzione generale della sicurezza esterna (Dgse), dotato di"stazioni di intercettazione spaziale installate nella Francia metropolitana", in particolare"a Domme, in Dordogna, a fianco dell'aeroporto di Sarlat", ma anche nei dipartimenti e territori d'oltremare,"in particolare, da poco, in Nuova Caledonia" e"sulla base spaziale di Kourou"
(11). Per la prima volta, il Bundesnachrichtendienst (Bnd) tedesco vi sarebbe associato.
Tuttavia, Europa e Stati uniti sono d'accordo sulle norme che permettono di facilitare le intercettazioni. L'Unione europea ha adottato, nel 1995, un memorandum sulla"intercettazione legale delle comunicazioni" che richiede a tutti gli operatori del settore delle telecomunicazioni di installare"un'interfaccia" permanente di intercettazione, che dia accesso non solo alle conversazioni ma anche a"dati associati": numeri chiamati o da cui arriva la chiamata (anche se nessuno risponde), localizzazione dei telefoni celllari, il tutto inoltre messo"in chiaro" in caso di"codificazione, di compressione o di criptaggio" del segnale
(12).
L'associazione britannica StateWatch ha dimostrato, in un rapporto pubblicato nel febbraio del 1997
(13), che il gruppo che aveva redatto il memorandum europeo lavorava in stretto contatto con il Federal bureau of investigations (Fbi) statunitense. In particolare, nel memorandum sono indicati due indirizzi di contatto: uno è"Direzione dell'Fbi, Washington".
La dottrina espressa dalla Direzione generale delle poste e delle telecomunicazioni (Dgpt), rimane che"tutte le reti di comunicazione devono poter essere intercettabili". In Olanda e Stati uniti sono allo studio leggi sugli obblighi che devono rispettare in materia gli operatori Internet. Il contribuente tedesco dovrà sborsare l'equivalente di circa 4.500 miliardi di lire per adattare la rete dei telefoni cellulari alle norme di intercettazione europee
(14). In Francia, indica il presidente della Commissione nazionale dell'informatica e delle libertà Jacques Fauvet,"la preoccupazione legittima che l'uso dei telefoni cellulari non lasci la polizia sprovvista nei confronti della delinquenza, spinge ormai a esigere che tutti gli acquirenti di una carta telefonica pre-pagata, che permette di utilizzare un telefonino senza abbonamento, presentino al rivenditore un documento di identità, i cui dati saranno conservati. Ogni acquirente diventa così un sospetto"
(15).
Numerosi paesi si interrogano sui vincoli da imporre ai sistemi telefonici via satellite tipo Iridium.
Nell'insieme, i sistemi di intercettazione crescono su un terreno fertile fatto di cooperazione e di emulazione tra le polizie dei diversi stati, senza incontrare una vera resistenza:"Alcune aziende europee hanno già fatto le spese [di Echelon] ha spiegato Alain Pompidou, presidente del comitato di valutazione delle scelte tecnologiche e scientifiche (Stoa) del Parlamento europeo ma visto che commerciano con gli Stati uniti, preferiscono tacere"
(16). Queste aziende hanno a loro discolpa il fatto che non esiste alcun testo di diritto internazionale che regolamenti le intercettazioni di trasmissioni via satellite, oltre alla difficoltà di ottenere informazioni affidabili. La partecipazione britannica a queste intercettazioni imbarazza le istanze europee, che, come il commissario europeo al commercio Martin Bangemann, aspettano"prove dell'esistenza del sistema" prima di incrinare le"buone relazioni commerciali con gli Stati uniti". Benché il Foreing Office britannico assicuri che"non esiste nessuna incompatibilità tra la posizione della Gran Bretagna nell'Unione europea e il suo dovere di garantire la sicurezza nazionale", i deputati europei chiedono sia l'instaurazione di un"codice di buona condotta" sia un supplemento di inchiesta, che potrebbe portarli a interrogare... la Nsa.
note:
(1) Nicky Hager, Secret Power. New Zealand's Role in the International Spy Network, Craig Potton Publishing, Nelson, Nuova Zelanda, 1996. Non avendo trovato un editore negli Stati uniti, il libro vi è distribuito dalla rivista Covert Action Quarterly, Washington Dc.
(2) Steve Wright, An Appraisal of Technologies of Political Control, Interim Study, Stoa, Parlamento europeo, 19 gennaio 1998.
(3) Le Nouvel Observateur, 10-16 dicembre 1998.
(4) Patrick S.Poole,"Echelon: America's Secret Global Surveillance Network", The Privacy papers, n.4, novembre 1998, Free Congress Research and Education Foundation, Washington Dc.
http://www.freecongress.org/ctp/echelon. html
(5) John Merritt, The Observer, Londra, 28 giugno 1992, citato da Nick Hager, op. cit.
(6) Hugh O'Shaughnessy, The Observer, 28 giugno 1992.
(7) Steve Wright, op. cit.
(8) Patrick S.Poole, op. cit.
(9) Acronimo di Pretty Good Privacy ("una abbastanza buona intimità"). http://www.pgp. com/
(10) Stati uniti, Russia, i quindici membri dell'Unione europea, Svizzera, Norvegia, Australia, Canada, Giappone, Turchia, Nuova Zelanda, Polonia, Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia, Bulgaria, Romania, Ucraina, Corea del sud e Argentina. L'intesa di Wassenaar, firmata nel 1996, mira a limitare le esportazioni di software, di know-how e di mezzi di produzione che sono in vendita libera, ma possono servire alla produzione"di armi di distruzione di massa".
(11) Cfr. l'inchiesta di Jean Guisnel,"Les français aussi écoutent leurs alliés", Le Point, Parigi, 6 giugno 1998.
(12)"Memorandum of Understanding Concerning the Lawful Interception of Communications", ENFOPOL 112, 10037/95, Limite, Bruxelles, 25 novembre 1995.
(13)"European Union and Fbi launch global surveillance system", StateWatch, Londra, febbraio 1997; disponbile, con altri documenti tra cui il memorandum sopra citato, all'indirizzo http://www.privacy.org/pi/activities/tapping
(14) Jérôme Thorel, Bulletin lambda, n.3.02, aprile 1997.
http://www.freenix.fr/netizen/
(15) Cfr. Jacques Fauvet," Informatique et libértés ou vingt ans après", Le Monde, 1 dicembre 1998.
(16) Le Figaro, Parigi, 19-20 settembre 1998.
(Traduzione di A.M.M.)