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Scenari divergenti Pagine realizzate da Benjamin Dessus e Philippe Rekacewicz in collaborazione con Emmanuelle Bournay ed Elaine Baker
Esistono numerosi scenari a lungo termine per l'energia mondiale. Taluni di essi derivano dalle previsioni e descrivono l'evoluzione più probabile se le tendenze recenti si dovessero prolungare nel periodo in osservazione. E' il caso dello scenario appena pubblicato dall'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) che fa parte dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Vi è descritta una situazione inquietante alla scadenza di 25 anni. Nel 2030 infatti la domanda di energia sarà salita del 66% rispetto al 2002 (100% per il gas naturale, 60% per il petrolio, 55% quanto al carbone, 100% per le rinnovabili). In cambio, il nucleare sarà fermo ai quantitativi di oggi. Quanto alle emissioni di anidride carbonica esse saranno cresciute del 70%. Altri scenari non lineari entrano nel campo delle prospettive; essi presentano immagini contrastanti che riflettono le politiche energetiche e le loro conseguenze, in in termini di domanda e offerta sull'ambiente in epoche differenti. È il caso di quelle suggerite dal International Institute for Applied Systems Analysis (Iiasa) per conto del Consiglio mondiale dell'energia e dello scenario Noé del Centro nazionale per la ricerca scientifica (Cnrs). Essi si fondano sulla medesima crescita demografica (10 miliardi di abitanti nel 2050), ma si danno obiettivi totalmente differenti: lo sviluppo tecnologico e l'abbondanza energetica nel gruppo degli scenari indicati con la lettera A; la sobrietà e il rispetto per i vincoli ambientali, in particolare per i limiti alle emissioni di gas con effetto serra o di rifiuti nucleari, nell'insieme degli scenari indicati con il C. e la loro limitazione simultanea negli scenari «Noé». Si può constatare, a partire dal 2020 uno scarto gigantesco tra gli scenari estremi (gruppo A e Noé): circa 4 miliardi di tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Nel 2050 lo scarto tra questi stessi scenari supera il consumo energetico mondiale attuale (circa 10 miliardi di tep). Le immagini proposte differiscono più per i volumi di domanda di energia considerati come indispensabili (l'abbondanza o il controllo) che non per il maggiore o minore peso attribuito ai differenti modi di produzione. Non è tanto il ricorso alle energie rinnovabili a caratterizzare gli scenari ecologici C e Noé quanto la debole domanda energetica che essi mettono in scena. Il controllo della domanda di energia appare in tutta evidenza come il principale. |