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FUORI FUOCO. L'arte della guerra
e il suo racconto
Maddalena Oliva
Odoya 2008, 16 euro
Federica Rossi
Rappresentazione, distanza, «normalizzazione», «guerra globale permanente»...
sono alcuni dei concetti-chiave attorno a cui è strutturato questo libro che analizza la guerra nella sua dimensione contemporanea e su due piani strettamente connessi: militare e mediatico. I cambiamenti nelle strategie militari stricto sensu sono studiati in una prospettiva storica che, dalla guerra del Golfo del '90-'91 fino alla guerra in Iraq del 2003, illustra la Rma (Rivoluzione negli affari militari) e l'affermazione progressiva della concezione di «guerra asimmetrica» fondata sulla superiorità tecnologico-informatica degli Stati uniti rispetto al nemico. Le innovazioni in campo elettronico e informatico riguardano anche l'altra faccia della guerra, quella delle strategie mediatiche, che sottende la sua messa in onda pubblica. Basandosi su vari esempi - dal Vietnam, «prima guerra televisiva», all'Iraq - l'autrice mostra i mutamenti e le costanti riguardo le modalità di costruzione del racconto della guerra e di produzione del consenso: dalla «classica» censura, al funzionamento proprio del campo giornalistico contemporaneo, alla sollecitazione crescente di categorie morali o emotive. La guerra in Iraq costituisce un esempio chiaro dell'applicazione di nuove tecnologie militari sul piano bellico e di nuove logiche mediatiche sul piano dell'informazione, due facce di una stessa medaglia volta al contempo alla pianificazione della guerra e alla sua legittimazione sociale e politica, in cui la sovraesposizione mediatica e la diretta televisiva non sono che un modo per assicurarne l'invisibilità e una messa a distanza in una rappresentazione quasi virtuale. Il libro ha dunque il merito di indicare delle piste di studio e di riflessione critica sul nostro sguardo e la nostra percezione della guerra «altrui» e «altrove». |