Cornelius Castoriadis è il filosofo che ha pensato l'immaginazione come una facoltà politica. Figures du pensable
(1), l'ultimo volume dei «Carrefours du labyrinthe», permette di comprendere l'unità e l'originalità del pensiero dell'autore attraverso i diversi campi a cui si è dedicato: la poetica, l'economia, la politica, la psicanalisi e la logica.
Questa filosofia, fondamentalmente politica, è una teoria dell'immaginazione: l'immaginazione radicale è ciò che differenzia l'uomo dagli altri animali al punto che «gli esseri umani si definiscono prima di tutto non per il fatto che sono ragionevoli, ma per il fatto che sono dotati di un'immaginazione radicale». L'immaginazione è alla radice dell'umano: società, istituzioni, norme politiche e morali, filosofia, opere estetiche.
Una grande idea si articola con questa radicalità dell'immaginazione: gli uomini e le società sono delle autocreazioni. La maggior parte delle civiltà sono eteronome e mascherano questa autogenerazione.
Alcune hanno preso il rischio dell'autonomia. È nell'antica Grecia che, per la prima volta, gli uomini (lo illustrano le sublimi analisi di Sofocle) si sono resi conto dell'origine semplicemente umana dei grandi significati (immaginari) che strutturano la vita sociale; da questa scoperta, vera «rottura storica», scaturiranno la politica («la messa in questione delle istituzioni esistenti e il loro cambiamento attraverso un'azione collettiva deliberata») e la filosofia («la messa in questione delle rappresentazioni e dei significati dati e il loro cambiamento attraverso l'attività riflessiva del pensiero»).
La democrazia è la possibilità politica di realizzare questa rottura; ma, costretta a inventare in tutta consapevolezza le proprie leggi (ad auto-limitarsi), è un regime tragico, angosciato dalla permanente rimessa in causa delle proprie istituzioni. L'Europa post-medievale è l'erede della scoperta greca dell'autonomia.
L'ideale democratico è minacciato dal capitalismo. La creatività politica sembra oggi in panne. Tutto avviene come se l'immaginario costituito dal capitalismo avesse durevolmente bloccato l'immaginazione radicale creatrice. Questo libro straordinario si chiude con un enigma: l'uomo dell'inizio del XXI secolo troverà le risorse per emanciparsi dal capitalismo, riprendendo la strada dell'autonomia, oppure continuerà ad essere inghiottito da questo «conformismo generalizzato» che caratterizza i nostri tempi di «privatizzazione dell'individuo»? L'immaginazione, facoltà politica, si rimetterà in marcia?
note:
(1) Cornelius Castoriadis, Figures du pensable, Le Seuil, Parigi, 1999, pp. 303, 130 FF.