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Immigrati, test del Dna, quote

Nicolas Sarkozy ha promesso ai suoi elettori - e a quelli di Jean-Marie Le Pen - di ridurre il numero di immigrati. Se non altro, quelli legati al ricongiungimento familiare, mentre sarebbero benvenuti quelli selezionati dai datori di lavoro. Questa è la cosiddetta politica dell'«immigrazione selezionata». I candidati al ricongiungimento familiare devono superare un esame che ne valuti il «grado di conoscenza del francese» e si potrà chiedere un test del Dna per garantire le autorità francesi che il figlio sia «naturale» (non adottato, o accolto...).
Un provvedimento contrario all'etica, che il Consiglio costituzionale ha tuttavia convalidato (con circonvoluzioni verbali). Allo stesso tempo, il governo ha fissato quote di espulsione. Il numero minimo viene portato a venticinquemila l'anno - ciò che condurrà i poliziotti a braccare i bambini nelle scuole, e immigrati spaventati a suicidarsi.
Conseguenza inattesa di questa legge: l'irruzione sulla scena di lavoratori immigrati senza documenti regolari, con il sostegno di una parte dei datori di lavoro, che temono i controlli in quanto la legge li costringe a verificare i documenti d'identità presso le prefetture. Questo sciopero cambia il contesto (si veda pagina 3).