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Jean-Paul Pougala In fuga dalla tenebre Einaudi, 2007, 15 euro


ge.co

Si legge d'un fiato e fa riflettere la biografia di Jean-Paul Pougala, «giovane imprenditore camerunese di formazione europea», classe 1962, deciso a capovolgere lo stereotipo di un'Africa perdente e miserabilista.
Dalla sua, in partenza, non ha certo la fortuna, Pougala, né eredita una posizione sociale che gli consenta un percorso di vita appena sopportabile. Anzi. La sua vicenda di tenacia e di inventiva, che ricapitola mezzo secolo di storia del Camerun, racconta un'infanzia vissuta da schiavo lavorando nei campi per la raccolta del caffè o come servo presso parenti-padroni. Ma il piccolo Jean-Paul ha una sola idea in testa: studiare ad ogni costo e diventare imprenditore di se stesso. E alla fine, tra capitomboli e successi, Pougala approda nell'Italia dei primi anni '90, dove conoscerà altri aspetti del nuovo «mercato degli schiavi»: dai negrieri di Villa Literno dove va a raccogliere i pomodori, ai padroncini piemontesi, pronti a truffare l'africano troppo intraprendente. E d'altro canto, Pougala - «membro attivo del Movimento federalista europeo» - non ambisce ad essere il Fanon del Camerun, ma un imprenditore convinto che l'Africa debba porsi alla pari sul mercato internazionale. Un uomo che, finalmente lanciato in una «globalizzazione sconosciuta e sorprendente», in Cina offrirà una prospettiva al «signor Zhang», un esubero a cui il mercato aveva tolto ogni via di uscita.