Ogni giorno, aerei americani e britannici bombardano l'Iraq, con il pretesto che il presidente Saddam Hussein nasconderebbe armi chimiche e batteriologiche. Uno degli obiettivi dichiarati della politica estera di Washington è la lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa. Eppure, documenti di archivio ora pubblici, dimostrano che gli Stati uniti sono il primo paese ad aver introdotto l'arma batteriologica nella propria dottrina militare. Diversi indizi confermano che è stata usata, almeno in via sperimentale, durante la guerra di Corea.
"Sono stato in Cina nel 1952 per valutare le affermazioni sulla guerra batteriologica. Senza dilungarmi sulle prove, ne sono tornato convinto che le autorità cinesi ritenevano che queste fossero incontrovertibili. Quando tornai, Alan Watt, il mio successore alla guida del dipartimento australiano degli affari esteri, mi ha informato che, a seguito delle mie dichiarazioni, aveva sollecitato risposte da Washington ed era stato informato che gli Stati uniti avevano utilizzato armi biologiche in Corea, ma soltanto in via sperimentale". Questo scrive il dottor John Burton, già a capo del dipartimento australiano degli affari esteri, in una lettera a Stephen Endicott, il 12 aprile 1977. Il 27 ottobre 1950, due settimane dopo l'entrata delle truppe cinesi nella guerra di Corea (1950-1953), quando si teme una generalizzazione del conflitto, George Marshall, segretario americano alla difesa, dà il via ad un importante programma batteriologico. Il 21 dicembre 1951, il segretario della difesa ad interim, Robert Lovett, sollecita i capi di stato maggiore interforze ad agire affinché"l'effettiva preparazione sia realizzata in tempi brevi" e si impartiscano"direttive per l'uso di armi chimiche e batteriologiche, nel quadro dei piani di combattimento e di appoggio logistico".
Il 2 febbraio 1952, lo stato maggiore interforze dispone lo sviluppo"immediato di una forte capacità offensiva" e di"tutti i mezzi efficaci per fare la guerra, compresi quelli mai prima utilizzati". L'argomento avanzato con successo dallo stato maggiore è che il governo dovrebbe valersi segretamente del precedente stabilito per la guerra atomica e prevedere una dottrina sull'uso di armi batteriologiche, purché vi sia l'autorizzazione presidenziale
(1). Fino ad oggi, Washington nega l'esistenza di una dottrina offensiva in questo campo. Eppure, gli archivi, resi pubblici col contagocce, provano il contrario e confermano che lo stato maggiore ha posto la guerra batteriologica in cima alle sue priorità strategiche, insieme al nucleare. Il governo ha massicciamente finanziato questa ricerca, mobilitando ingenti risorse militari e civili. Nell'ambito di un programma urgente (crash program) sviluppato tra il 1950 e il 1952, e generosamente finanziato, gli Stati uniti furono sul punto di diventare la prima nazione al mondo a introdurre le armi batteriologiche in un sistema e in una dottrina di armamento moderno. Lavorando essenzialmente secondo le direttive dell'aviazione, ricercatori militari e una folla di civili, arruolati in subappalto, studiano nuove armi anti-uomo. Mettono così a punto una sostanza, con relativa munizione, e cominciano la fabbricazione in serie di una lunga lista di prodotti. Il programma comporta anche la conversione di una bomba, destinata alla distribuzione di volantini propagandistici da guerra psicologica, in una"bomba a piume" batteriologica, munita di spore di carbone cerealicolo, ma si preoccupa anche dell'intendenza e dell'equipaggiamento dei soldati al fronte.
Per le munizioni, viene privilegiato lo spray che infetta le vie respiratorie, senza tralasciare altri veicoli di contaminazione delle culture alimentari. In base ad un accordo, gli Stati uniti lavorano con Gran Bretagna e Canada alla creazione di"insetti-vettore" e al metodo per diffonderli.
Le prove cinesi Alla fine del 1950, rivelano gli archivi disponibili, il comitato per la guerra batteriologica del ministero della difesa si congratula con la divisione per le operazioni speciali, responsabile delle armi segrete a Fort Detrick, per"l'originalità, la grande immaginazione e l'aggressività di cui hanno dato prova nell'invenzione di mezzi e meccanismi per la disseminazione segreta di sostanze da guerra batteriologica". Le capacità operative sono quindi perfezionate. La segretezza è considerata l'elemento decisivo poiché permette di far passare interventi umani per epidemie"naturali". Per le azioni anti-persona, il programma si interessa, tra l'altro, di colera, dissenteria, tifo e botulismo e, più in generale, di tossine anti-animali.
Viene privilegiato lo sviluppo di un sistema d'arma integrato, che dovrebbe essere operativo entro il 1&oord luglio 1954. Ma per quel che riguarda la capacità operativa delle singole unità e l'appoggio logistico, il progetto può essere messo in opera già nel marzo 1952. Vengono perfezionati piani dettagliati per le operazioni condotte dall'aviazione contro forze nemiche; piani che associano armi nucleari e batteriologiche, così come armi per la distruzione dei raccolti. Oltre a preparare la guerra aerea, si crea una struttura operativa per la guerra batteriologica segreta in Asia. Struttura, questa, mimetizzata all'interno della divisione per la guerra psicologica dell'aviazione, che lavorerà in stretto contatto con la Cia.
Tuttavia, visti i deludenti risultati, a metà 1953 il programma urgente sarà annullato dallo stato maggiore interforze e sostituito da un programma a più lungo termine.
Resta una domanda. La logica della crisi e il fascino esercitato dalle nuove tecnologie, avulse da ogni contesto morale, hanno portato gli Stati uniti a effettuare in Corea degli esperimenti destinati a verificare l'efficacia delle armi batteriologiche?
Secondo i documenti conservati negli archivi governativi e militari cinesi, per molto tempo inaccessibili ai ricercatori stranieri e alla maggior parte dei cinesi, la risposta è positiva. Comunicazioni ultra segrete tra Mao Tse Tung, Chou En Lai, militari di alto grado e funzionari del partito, confermano che i responsabili cinesi erano convinti che gli Stati uniti utilizzavano l'arma batteriologica. Chou En Lai rivelò pubblicamente i suoi sospetti sull'uso di queste armi nel 1950, allorché le forze delle Nazioni unite si ritirarono oltre il fiume Yalu. Dopo avere a lungo esitato, Mao e Chou En Lai si erano alla fine lasciati convincere, a metà febbraio del 1952, dai dati raccolti dal personale medico militare coreano distaccato presso l'esercito cinese. Successive verifiche nei laboratori di Pechino confermarono che Washington si era adoperata per diffondere la peste e il colera.
Anche se endemica in alcune zone del Nord Est della Cina, la peste era scomparsa dalla Corea dal 1912 e l'ultima epidemia di colera nella Corea del Sud risaliva al 1946. Il personale sanitario poté verificare che non vi era stato nessun caso di malattia infettiva da almeno un mese prima della scoperta dei primi casi. E non si trovò nessun roditore infetto.
La Cina rese pubblici i dati raccolti dai suoi militari alla fine del febbraio 1952, davanti alle Nazioni unite. Tra le obiezioni più famose a questa requisitoria vi è il rapporto redatto da tre esperti canadesi su richiesta del governo americano. Ma le autorità nascosero che le prove e le testimonianze cinesi furono consegnate anche al professor Guilford B. Reed, direttore dei laboratori canadesi per la guerra batteriologica ed esperto in"insetti-vettore". La sua conclusione fu che, malgrado alcune anomalie, i dati cinesi erano insufficienti. Raccomandò al ministro degli affari esteri, Lester Pearson, di evitare un dibattito pubblico sulle accuse di Pechino.
Il rapporto del personale medico della provincia del Liaoning, conservato negli archivi di stato cinesi, mai analizzato dagli storici, contiene dati simili a quelli raccolti in Corea: lo stesso passaggio di aerei americani, la stessa, insolita, concentrazione di insetti, soprattutto di mosche, pulci e certi insetti dotati di una forte resistenza al freddo e prima sconosciuti nella regione. Mentre, fino ad allora, non vi era stata nessuna grande epidemia e quelle piccole venivano subito domate, cominciarono a verificarsi nella zona focolai di malattie insolite.
Tra le più gravi, un'epidemia di encefalite tossica acuta durante tutto il marzo 1952, in tre città nel cuore della Cina industriale, nella provincia del Liaoning, al confine con la Corea. L'encefalite, propagata da certe zecche, non era sconosciuta nelle foreste del nord-est, ma un gruppo di medici, guidati dal direttore del dipartimento di patologia della scuola di medicina di Shenyang (un ricercatore formato in Occidente), concluse che questo tipo di encefalite era diversa da quelle conosciute nel nord-est e che, probabilmente, non si trattava di punture di insetti. L'infezione, si scoprì inoltre, avveniva attraverso l'apparato digerente e respiratorio. Negli archivi vi è traccia anche del lavoro di altri gruppi di medici i quali giunsero alla conclusione che, in certi casi di peste, antrace, colera ed encefalite, si era in presenza di una guerra batteriologica.
Mao ha sempre sostenuto che la campagna batteriologica non fosse molto efficace e, in effetti, secondo le statistiche, non vi sarebbero stati in Cina che qualche centinaio di morti tra i militari e circa duemila tra la popolazione civile. Non sappiamo quanto questi risultati abbiano inciso sulla decisione di abbandonare, nel 1953, il programma urgente.
Ciò che sappiamo è che i dati raccolti nel Liaoning sono perfettamente compatibili con le capacità americane. Le malattie insolite più frequentemente osservate erano la peste e l'antrace, obiettivi prioritari dei ricercatori americani. Le inusuali epidemie di colera corrispondono alla definizione di questa malattia come"promettente", termine usato dai responsabili del programma di armi furtive. E l'encefalite era stata studiata sia nei laboratori statunitensi che in quelli canadesi
(2). Anche il sospetto cinese di contaminazione per via aerea e le testimonianze di una presenza di polveri dopo il passaggio degli aerei, corrispondono alle ricerche americane.
I documenti degli archivi sovietici La prova più concreta sono gli insetti. Malgrado la smentita ufficiale del dottor Dale W. Jenkins, ex direttore della divisione di entomologia e dei laboratori di biologia di Fort Detrick, il quale nel 1963 affermò che, prima del 1953,"gli Stati uniti non hanno mai studiato la possibilità di utilizzare artropodi nella guerra batteriologica", gli archivi dimostrano il contrario e lo stesso dottor Jenkins venne coinvolto nel progetto. Egli aveva inoltre lavorato al programma canadese sulle punture di insetti della stessa specie di quelli osservati dai cinesi.
I lavori americani e canadesi sui metodi di diffusione degli insetti contaminati, combaciano anche con le prove cinesi, anche per l'uso di esche infette e di recipienti di cartone. Sconvolge è la somiglianza tra il recipiente cilindrico, menzionato nelle testimonianze cinesi, e la foto proveniente dagli archivi dei servizi della guerra chimica, recentemente aperti al pubblico di una bomba batteriologica. I dati raccolti nel Liaoning tesi a provare l'uso come arma batteriologica di una bomba destinata a distribuire materiale di propaganda, corrisponde a ciò che conosciamo sulle"bombe piuma". Uno degli argomenti utilizzati per discreditare le tesi cinesi e nord-coreane è che queste si basavano su dati riguardanti le capacità di guerra batteriologica sviluppate dai giapponesi durante l'ultima guerra e resi noti dai sovietici nel corso del processo di Khabarovsk, nel 1949. I partecipanti a questo programma la sinistra unità 731, diretta dal generale Shiro Ishii furono giudicati per crimini di guerra. Dopo che, nel 1980, fu confermato che Washington aveva segretamente"recuperato" il piano giapponese ed alcuni dei suoi responsabili (tra cui il generale Ishii)
(3), gli ufficiali ripiegarono su un'altra linea di difesa: gli Stati uniti non avrebbero appreso molto dai giapponesi ed avrebbero adottato un approccio diverso per gli"insetti-vettore" e, in ogni modo, non avrebbero cominciato a studiarli che dopo la fine della guerra di Corea.
Argomento questo, smentito dai documenti recentemente resi pubblici negli Stati uniti e in Cina.
Ultimamente, dodici documenti usciti dagli archivi sovietici in circostanze ancora misteriose sono stati consegnati da un anonimo informatore ad un quotidiano giapponese molto conservatore hanno fatto scalpore. Contengono infatti la prova che le accuse di guerra batteriologica contro gli Stati uniti sono state costruite di sana pianta. Sono documenti che non contengono alcun riferimento d'archivio, trascritti a mano.
Pertanto, anche se autentici, non sono concludenti. Rivelano la lotta per il potere tra tra due ministri sovietici della polizia rivali, Lavrenti Beria e Semen Ignatiev. Il primo rivelò questi documenti dopo la morte di Stalin, per eliminare il suo rivale, accusato di aver nascosto informazioni che avrebbero potuto nuocere alla credibilità dell'Unione sovietica. In sua difesa, Ignatiev affermò che non credeva all'autenticità dei documenti, che li aveva mostrati a Stalin, il quale non gli aveva dato peso.
La direzione diede ragione a Beria e silurò Ignatiev, espulso dal partito. Poco dopo la decisione si ritorse contro Beria.
Entrambi i responsabili sovietici avevano il proprio agente in Corea. Beria si servì dei rapporti del suo emissario presso il governo nord coreano per affermare che l'accusa di guerra batteriologica era inventata. Ignatiev, invece, prestò fede alla versione del suo agente, il professor N. Zukov Vareznikov, vicepresidente dell'Accademia di medicina dell'Urss, professore di batteriologia e membro della commissione scientifica internazionale presieduta dal dottor Joseph Needham, invitato dal governo cinese a svolgere un'inchiesta sull'uso delle armi batteriologiche. Il dottor Zukov firmò il rapporto finale dei lavori della commissione che ammettevano l'uso di armi batteriologiche. Anche il governo sovietico sostenne questa tesi fino al 1969 quando il disgelo nei rapporti tra Mosca e Washington che portò, come è noto, alla convenzione sulla guerra batteriologica firmata nel 1972 e lo scisma con Pechino, indussero l'Unione sovietica a modificare la propria posizione.
Nonostante questo cambiamento, dai documenti cinesi si possono trarre delle conclusioni, confermate dagli archivi americani. In primo luogo che gli Stati uniti estesero la gamma delle armi moderne mettendo a punto il primo sistema di armi batteriologiche con capacità operative e che le introdussero nella propria dottrina militare. E poi che queste armi furono sperimentate in Corea.