fumetti

Persepolis - Marjane Satrapi


Lizard, 2002, 6.80 euro
Alice Mendes
Il bianco e il nero. La luce e l'ombra. La felicità e il terrore.
È giocando costantemente su coppie di opposti complementari che Marjane Satrapi - nata a Tehran nel 1969 e dopo alcune peregrinazioni stabilitasi definitivamente a Parigi - costruisce la poetica di questo suo fumetto autobiografico. Un'opera che, insieme alla sua vita, ripercorre gli ultimi vent'anni (e passa) di storia del suo paese di origine. Primo fumetto di provenienza iraniana, Persepolis ci racconta infatti, attraverso gli occhi curiosi ma per nulla disincantati di una bambina, la saga di un paese che in pochi anni si è trovato a vivere incredibili rivolgimenti. La narrazione parte quindi dalla descrizione delle repressioni all'epoca dello scià, per poi soffermarsi sulla Rivoluzione del 1979, la fuga dell'autocrate e la deriva oscurantista del potere quando viene preso in mano dagli ayatollah. Il tutto in un bianco e nero asciutto ed essenziale, a tratti naif, che l'autrice sembra prendere direttamente a prestito dal suo mentore David B., specialista d'Oltralpe dell'arte sequenziale di carattere autobiografico, che le ha senz'altro dato l'impulso e l'ispirazione per cimentarsi in questa avventura. Primo di una serie di sette (in Francia il secondo episodio è già uscito riscuotendo un successo enorme), il libro di Satrapi colpisce proprio per la sua essenzialità. È l'occhio di una ragazza che ripercorre la sua infanzia. E che, attraverso la testimonianza del suo quotidiano passato, ci riesce a trasmettere molto più di quanto facciano interi manuali di storia.