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Uno dei paesi con più segreti al mondo
Paranoia, repressione
e malaffare in Myanmar
Messa sotto accusa al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite il
15 settembre scorso, all'inizio
del mese di ottobre, la giunta militare birmana ha annunciato il
rilancio del processo di elaborazione
della nuova Costituzione. Una procedura avviata un anno fa e alla
quale l'opposizione, insieme a molte
altre persone, non crede. Del resto, qualche giorno dopo questa dichiarazione,
il potere ha arrestato
numerosi oppositori, soprattutto tra i membri della Lega nazionale
per la democrazia, partito
di Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace, tuttora agli arresti
domiciliari.
dai nostri inviati speciali ANDRÉ e LOUIS BOUCAUD*
Benché poco frequente, il trasferimento di una capitale non è in sé
un evento eccezionale. Ma in Myanmar (Birmania), dove ogni cosa viene
decisa nel più stretto segreto, il suo spostamento ha messo in subbuglio
tutta la regione. Il 6 novembre 2005, centinaia di camion, su cui
erano stipati alla rinfusa tavoli, sedie, panche, materiali diversi
- e funzionari disorientati - hanno lasciato Rangoon alla volta di
Pyinmana, 390 chilometri più a nord. Situata nelle immediate vicinanze
di quest'ultima e in mezzo alle colline coperte dalla giungla e infestate
dalla malaria, la nuova capitale politica e amministrativa è stata
battezzata Naypyidaw, che significa «città reale».
La zona militare è situata nella parte est, intorno al «War office», mentre il settore dei ministeri e i futuri quartieri residenziali per i funzionari sono posizionati a ovest della nuova stazione, sulla linea ferroviaria Rangoon-Mandalay. Per ora è stato chiuso poco più di un quarto dell'enorme cantiere in corso, con una scarsa distribuzione di energia elettrica e una rete di acqua potabile pressoché inesistente. In compenso, l'aeroporto, indispensabile per i generali della giunta birmana, è stato aperto e, interrati nelle colline, sarebbero stati costruiti enormi blockhaus destinati a ospitare i centri nevralgici del quartier generale delle forze armate. L'idea di trasferire la capitale è stata, fin da principio, portata avanti dal più alto dirigente della giunta militare al potere dal 1988, il generale Than Shwe. Questo disegno risponde a tre preoccupazioni: fare ritorno alla tradizione reale, giacché Rangoon era stata un'emanazione del colonizzatore britannico (1); impedire qualsiasi blocco del paese causato da un sollevamento popolare, simile a quello del 1988; e mettersi al riparo da un'aggressione americana (2). L'allontanamento dalle coste e il trincerarsi nel profondo interno del territorio è diventato un leitmotiv strategico, che l'invasione dell'Iraq da parte degli Stati uniti nel 2003, ha portato al parossismo. Than Shwe ha così deciso di accelerare il trasferimento, incalzato dai suggerimenti dei... suoi astrologi. Chiusi in una mentalità da trincea e pervasi da uno spirito tradizionalmente isolazionista, i generali birmani pensano di essere meno vulnerabili. Da anni e anni riflettevano su questa opzione. Era uno dei pomi della discordia tra i generali Than Shwe e Maung Aye, e il loro principale rivale, capo dei servizi segreti, il generale Khin Nyunt. Poco dopo l'eliminazione di quest'ultimo, nell'ottobre 2004, Than Shwe ha incaricato uno dei suoi fedeli, il generale Thura Shwe Mann, numero tre del regime, di supervisionare e velocizzare i lavori di Pyinmana (per quanto allora se ne parlasse solo in vista di un trasferimento del ministero della guerra). Tra le molte imprese edili impiegate in questo grande cantiere, tre delle più importanti non solo sono legate al potere ma sono anche implicate in attività illecite. La società Htoo trading company appartiene al magnate e commerciante d'armi Tay Za, stretto collaboratore di Than Shwe. La società Asia world co, dell'ex re dell'oppio Lo Hsing Han, così come l'Olympic construction co, di U Aik Htun, sono entrambe sospettate di riciclare denaro proveniente dal traffico di droga, tanto più che la banca Asia wealth bank, appartenente al Gruppo Olympic, venne chiusa nell'aprile 2005 su ordine del generale Maung Aye, in seguito ad accuse di riciclaggio, mosse dagli americani. Questo trasferimento di capitale è inoltre per Than Shwe un'occasione per rinsaldare il proprio controllo sul potere. Per garantire la sicurezza nella nuova capitale, un comando regionale supplementare - il Naypyidav regional command - è stato aggiunto ai 12 comandi preesistenti. La sovrintendenza è affidata a un quinto Special bureau of operation (Ufficio operativo speciale), che è a capo anche del Rangoon command. Myint Swe, nipote e fedele del generale Than Shwe, già a capo del Rangoon Command, è appena stato promosso «luogotenente generale» alla testa di questo nuovo Special bureau of operation. Egli conferma, in questo modo, la sua posizione di numero quattro del regime, assicurando, allo stesso tempo, il dominio di Than Shwe sull'intero apparato del Consiglio di stato per la pace e lo sviluppo (State peace and development council, Spdc), organo che dirige il paese. Il potere militare non era mai stato così potente, motivo per cui il costo esorbitante del trasferimento di capitale risulta ancora più abominevole, se rapportato alla situazione del paese e alle penose condizioni di vita della popolazione. I funzionari cui è stato imposto questo trasferimento, eseguito in maniera grottesca, non hanno avuto altra scelta che accodarsi o fuggire clandestinamente verso la Thailandia. La popolazione è talmente occupata a sopravvivere al quotidiano per potersi ribellare, soprattutto di fronte a una trasformazione tutto considerato irrilevante se si tiene conto dei capricci del potere. La dittatura birmana è ancora lacerata dalle lotte dei clan, indipendentemente dalla rivalità tra i generali Than Shwe e Maung Aye, e dai loro profondi disaccordi sui grandi orientamenti politici del paese. I due dirigenti hanno posizioni praticamente opposte sui rapporti con l'opposizione, con le minoranze etniche e con i loro principali vicini. Con Bangkok permangono gravi attriti, sebbene il primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra, fino al suo recente rovesciamento (leggere l'articolo in questa stessa pagina), abbia ottenuto importanti favori dalla giunta. Ma il fatto che il presidente George W. Bush abbia indicato la Thailandia quale uno dei migliori alleati degli Stati uniti fuori dall'Organizzazione del trattato del nord Atlantico (Nato), non ha aiutato ad accantonare i vecchi contrasti. Tanto più che nella memoria thailandese è ancora vivo il ricordo del sacco della capitale Ayuthaya da parte dei birmani nel... 1767. Gli ultimi significativi contrasti risalgono al 2001, aggravati massimamente dal traffico di anfetamine, quando centinaia di milioni di compresse vennero esportate dallo Stato shan verso la Thailandia dai vecchi gruppi ribelli, che avevano firmato gli accordi di cessate il fuoco, per poi diventare alleati dell'armata birmana. L'umiliazione subita da Myanmar all'epoca dell'intervento dei caccia F-16 tailandesi, che l'aviazione birmana fu incapace di affrontare, affrettò l'acquisto di Mig 29 dalla Russia. Tuttavia, per quanto Myanmar accusi regolarmente Bangkok di sostenere i ribelli delle minoranze etniche karen, karenni, shan, tuttora dediti alla lotta armata, come anche i membri del Fronte democratico degli studenti birmani (All Burma student's democratic front, Absdf) in esilio, i due paesi hanno firmato, nel novembre 2005, un protocollo di intesa per la costruzione di numerose dighe sul fiume Salween. Ciò nonostante, ancora nel febbraio 2006, lo stato maggiore birmano riteneva possibile l'opzione di un'invasione tailandese, pilotata dalla Central intelligence agency (Cia). Questo uno dei motivi portati a giustificazione del trasferimento a Pyinmana. Come anche lo stretto controllo dei dirigenti dei partiti politici, in primo luogo quelli della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), della carismatica Aung San Suu Kyi, allo scopo di liquidarli rapidamente per evitare che possano servire da spalla alle «forze di invasione». Ma ormai la Lnd, come praticamente tutti i partiti di opposizione, è stata neutralizzata. Solo la sua sede di Rangoon rimane ancora aperta, mentre tutti gli altri uffici nel resto del paese sono stati chiusi. I sui principali dirigenti, la signora Aung San Suu Kyi e il suo vice presidente Tin Oo sono agli arresti domiciliari e in isolamento totale. Il resto dello stato maggiore, che sta invecchiando, fra poco regnerà solo su una conchiglia vuota. Le cinghie di trasmissione del partito sono spezzate, e il ricambio non esiste quasi più. Alcuni uffici della Lnd sono stati timidamente riaperti, all'inizio del 2006, ma sarà necessario uno sforzo colossale perché si rimettano in carreggiata. La stessa sorte sta toccando alla seconda formazione del paese, la Lega nazionale shan per la democrazia (Shan national ligue for democracy -Snld), alleata della Lnd. Un'imponente campagna di arresti ha costretto in prigione i suoi principali dirigenti. Essi avevano respinto, come anche gli esponenti della Lnd, la buffonata della convenzione nazionale, incaricata di redigere, tra fine febbraio e il 31 marzo 2005, una nuova Costituzione «approvata da tutti i rappresentanti del paese», ma destinata a perpetuare e legittimare il ruolo dell'esercito nel controllo del potere. Le minoranze etniche, invece, sono divise in due gruppi: coloro che hanno accettato il diktat della giunta, con la sottomissione e la firma degli accordi di cessate il fuoco o alleandosi al Spdc; e gli ultimi gruppi armati costretti alle frontiere, ai quali il generale Maung Aye offre due uniche possibilità: sottomettersi o morire (3). I rappresentanti di molti gruppi di minoranze etniche, quale che sia la tendenza alla quale hanno aderito, si sono riuniti in un Consiglio delle minoranze etniche (Ethnic minorities council, Enc) in seguito all'amara constatazione della propria debolezza e dell'incapacità di imporre qualunque forma di dialogo, né tanto meno il proprio punto di vista, al Spdc. Tutti riconoscono che, avendo firmato degli accordi separati di cessate il fuoco, hanno badato solo agli interessi particolari a breve termine, mentre i generali birmani hanno giocato sulle divisioni e sulle specificità. In realtà, lo Spdc non ha alcuna intenzione di dialogare con chicchessia, né conta di lasciare o di condividere il potere con alcuno. Tuttavia nel paesaggio politico di Myanmar, il movimento nazionalista wa - United wa state army (Uwsa) - occupa un posto particolare. Quando costituivano la principale componente minoritaria del Partito comunista birmano (Pcb), i Was furono degli accaniti nemici del potere centrale di Rangoon. All'epoca della scissione del Pcb nel 1989, hanno firmato degli accordi di cessate il fuoco e ottenuto in compenso un'ampia libertà di movimento. In questo modo sono divenuti una potente narco-organizzazione, alleata del Spdc, mantenendo però con questo un rapporto particolarmente conflittuale. La sola rivendicazione dei wa è di veder riconosciuta l'autonomia della loro regione d'influenza, dove utilizzare non la moneta legale birmana (il Kyat), ma la moneta cinese (lo Yuan), dove parlare e insegnare come uniche lingue solo il wa e il cinese. Sostenuti dalla Cina, si interessano unicamente degli affari, sia leciti sia illeciti, facendosi beffe di tutti i sussulti politici della Birmania. I wa controllano due vaste parti di territorio. Nel nord, la «Regione speciale n. 2», lungo la frontiera cinese; nel sud, una regione meno definita, assegnategli come segno di riconoscenza per l'aiuto prestato all'esercito birmano nella lotta contro i Shans del re dell'oppio Khun Sa. Questa zona di influenza che l'Uwsa cerca di estendere è controllata dal cinese Wei Shao Kang, che ha ripristinato le reti del traffico cinese di droga dell'ex Kuomintang, installandosi nel nord della Thailandia. Wei Shao Kang, cinese espulso dalla Cina con la vittoria di Mao Zedong, è diventato un partner determinante per Pao Yo Chang, dirigente dell'Uwsa e suo principale finanziatore, coinvolto nel narcotraffico, ma anche in tutte le attività economiche cui partecipano i wa. Il suo impero economico comprendeva banche private e una compagnia aerea interna, insieme all'enorme Gruppo Hong pang co, presente nell'agroalimentare, nella costruzione, nei lavori pubblici, nella fabbricazione industriale e anche nella riproduzione dei dvd - tutte attività che facilitano il riciclaggio del denaro. Nel gennaio 2005, un tribunale americano condannò in contumacia gli otto principali dirigenti dell'Uwsa (tra cui Pao Yo Chang e Wei Shao Kang) per traffico di droga, da sommare alle precedenti accuse di riciclaggio mosse contro le banche controllate dai wa, Asia wealth bank e Myanmar mayflower bank. Il generale Maung Aye, che ha cercato di interrompere questa dominazione sino-wa, approfittò di questi attacchi venuti dall'esterno per ottenere, nell'aprile 2005, la chiusura delle due banche incriminate. Questo evento causò pesanti perdite nel sistema finanziario dei wa. Ma non erano loro i soli azionisti delle due banche; numerosi clan di generali birmani ne possedevano delle quote. La conseguenza pressoché immediata fu una serie di attentati, in maggio, a Rangoon, mai rivendicati, che provocarono decine di morti e centinaia di feriti. Attraverso il danneggiamento dei grossi interessi economici di sua figlia, usati come bersaglio, è evidente che l'avvertimento fosse destinato a Maung Aye. In seguito al sequestro di quattrocentonovanta chilogrammi di eroina, nel settembre 2005, a bordo di veicoli appartenenti ai wa, nell'ambito di un'operazione di cooperazione regionale, il Gruppo Hong pang venne ufficialmente disciolto. In realtà, sotto il nome di Xinghong, fu repentinamente ricostituito. Il potere birmano aveva senza dubbio tratto la morale dagli attentati di maggio. D'altronde, continua ad assegnare, senza alcuna restrizione, concessioni e contratti a società appartenenti o complici dei dirigenti dell'Uwsa. Recentemente sono stati rammodernati a Kengtung, nell'est dello Stato shan, alcuni giacimenti di carbone. È una società tailandese, la Lampoon dam co - ritenuta la più importante impresa di riciclaggio dei Was in Thailandia - , ad aver ottenuto la concessione. I dirigenti Was possono spostarsi liberamente tanto in Birmania quanto in Cina, malgrado la loro incriminazione negli Stati uniti. La Cina, con maggior successo rispetto alle istituzioni internazionali, ha preteso e ottenuto da Pao Yo Chang che i Wa riducessero la loro attività di traffico di droga, di fronte alla drammatica penetrazione nel proprio territorio, e al relativo aumento dei casi di Aids. Tuttavia, se i campi di papavero sono stati ampiamente estirpati dalle zone che costeggiano la frontiera cinese, l'applicazione di questa misura, che mina fortemente la sopravvivenza dei contadini wa, non è stata così radicale, come lo stesso Pao To Chang esigeva. Da una parte, numerose coltivazioni di papavero sono state trapiantate ad ovest in zona «birmana»; ma allo stesso tempo, nella «regione speciale n. 2», hanno resistito molti appezzamenti più piccoli e meglio mimetizzati. Dunque Pechino riesce a esercitare delle pressioni sui suoi protetti dell'Uwsa, ma sa anche ricorrere a metodi di ritorsione più radicali, come dimostra il caso della «regione speciale n. 4». Lo sviluppo e il finanziamento di questa regione, sotto il controllo di Saï Lin (4), sono avvenuti grazie al denaro proveniente dalla droga, ma soprattutto dai casinò, costruiti principalmente a Mong La. Questo antico villaggio di contadini shang, è diventato, in pochi anni, una piccola Macao, sperduta in mezzo alle montagne, scintillante di neon. Negli ultramoderni casinò, aperti ventiquattr'ore su ventiquattro, centinaia di migliaia di cinesi si recavano annualmente a prosciugare il proprio patrimonio. Solo il giorno in cui anche i funzionari dell'amministrazione, i quadri del partito e gli stessi ufficiali di polizia andarono a giocarsi tutto, compresa la camicia, e furono costretti, per coprire i debiti, a impegnare le automobili di servizio, Pechino non poté continuare a tenere gli occhi chiusi. Per arginare la fiumana di giocatori cinesi, nel 2004 si provvide a limitare l'apertura della frontiera. La popolazione cinese che si era trasferita a Mong La ricevette l'ordine di far ritorno nella madre patria. Poi, nel luglio 2005, numerosi camion di un'unità della polizia militare cinese irruppero in pieno giorno a Mong La per requisire le decine di veicoli di proprietà dell'amministrazione cinese pignorate dagli uomini di Saï Lin a garanzia del pagamento dei debiti contratti con i padroni dei casinò. Una simile violazione della frontiera e della sovranità birmana non ha provocato alcuna reazione di Rangoon, a dimostrazione dell'influenza di Pechino. Questa operazione, insieme al blocco totale della frontiera e alla chiusura di tutti i casinò, ha provocato una tale perdita finanziaria da ridurre Saï Lin in una posizione di debolezza, di cui ha immancabilmente approfittato la Spdc. Quest'ultimo è stato verosimilmente risparmiato dalla Cina, in cambio di un colossale contratto, ottenuto dalla società cinese Petro China, nel dicembre 2005, per sfruttamento del gas naturale nelle acque birmane. Questo doppio gioco torna utile principalmente a Pechino. I suoi aiuti militari, ma soprattutto finanziari, hanno reso Myanmar dipendente. La sua presenza nella costruzione delle infrastrutture, favorisce in larga misura la penetrazione dei prodotti cinesi: la costruzione di strade a grande traffico che collegano Loije a Bhamo e Tengchong a Myitkyina, ha come obiettivo il fiume Irrawaddy, il cui bacino diventerà in breve tempo un'arteria fluviale particolarmente importante per la Cina. La stessa Cina mostrerebbe, inoltre, un interesse sempre più vivo per rilevare una parte del porto di Rangoon. Un'agenzia di informazione dell'opposizione, la Shan, ha firmato un articolo che sosteneva la possibilità per la Birmania di diventare la «ventiquattresima provincia cinese»... note:
* Giornalisti. (1) All'epoca in cui la Birmania era per tradizione vassalla dell'Impero di mezzo, ha conosciuto una prima invasione inglese nel 1825, per trovarsi in seguito incorporata all'impero delle Indie. Da1 1937 ne viene separata fino al 4 gennaio 1948, data della proclamazione dell'Unione birmana indipendente, che si stacca dal Commonwealth. (2) Nel febbraio 2005, Condolezza Rice, segretaria di stato americana, ha inserito la Birmania nella lista degli «avamposti della tirannia» insieme a Corea del nord e Cuba. (3) I tre gruppi di resistenza armata, i Shans della Shan state army-sud (Ssa-s), i Karens della Karen national union (Knu) e i Karennis del Karenni National Progress Party (Knpp), non costituiscono più un pericolo per il potere. (4) Con il suo nome cinese Ling Ming Shin, fu inviato da Pechino come «volontario», alla fine degli anni '60, per combattere insieme al Pcb. Non rientrò più in Cina e diventò il dirigente della «regione speciale n. 4», dopo aver firmato gli accordi di cessate il fuoco nel 1989. (Traduzione di A. C.) |