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L'arte di gioire. Per un materialismo edonista Michel Onfray Fazi Editore 2009, 18,50 euro


PINO BERTELLI

L'arte di gioire. Per un materialismo edonista è un viaggio tra le pieghe della storia e della quotidianità di grandi pensatori. Onfray ha la capacità e la disinvoltura di passare da Platone a quanti hanno dissertato e mai praticato la filosofia del corpo, la libertà dello spirito e ci trasporta nella corrente libertaria dei cirenaici, gnostici licenziosi, fratelli del Libero Spirito, libertini eruditi, pensatori irriverenti a tutto come Nietzsche, De Sade o Fourier. Il pudore muore con l'innocenza, dice Onfray, e l'edonismo è l'arte del di-sprezzo.
La filosofia dionisiaca o del piacere di Onfray in questo libro è addossata al corpo e all'energia che lo percorre, lo abita e l'ossessiona.
«Quanto più il corpo è abitato da interrogativi, dubbi, domande, tensioni, tanto più costringe la carne a risolvere questi conflitti», scrive Onfray. Tutto nasce o muore nel principio del piacere. Il raggiungimento della gioia, per il filosofo francese, è nella ragione delle passioni trasversali, dei tragitti ludici, nei godimenti concreti.
Nella galleria degli edonisti si incontrano «esibizionisti, ubriaconi, pederasti, sodomiti, monache e monaci atei...». Hanno compreso, forse, che la pelle dell'asino o del reale, merita ogni attenzione. L'arte di gioire si pone contro la gerarchizzazione dei saperi e dei piaceri e mostra che al fondo dell'edonismo praticato c'è la fine del sacro.
L'edonista non ha stato né patria né religione, l'uomo e i suoi piaceri o i suoi dolori sono la misura di tutte le cose. La dissolutezza libera più dell'ascesi verso qualunque simulacro e solo la trasvalutazione dei valori può permettere agli uomini e alle donne di ritrovare la strada che porta alla loro liberazione e alla conoscenza della comunità che viene.