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Una vittoria sulla censura
E' stata una censura boomerang. Inizialmente, il documentario di Pierre Carles, Pas vu pas pris, analizzava la censura, a opera della televisione, d'immagini che accertavano l'esistenza di una connivenza fra i padroni dell'informazione e i politici (1). In un secondo tempo, il documentario è stato censurato da Canal Plus, la rete che l'aveva commissionato. In terza battuta, la stazione radio France Inter che si accingeva a mandare in onda la colonna sonora del documentario censurato sulla censura, decise anch'essa di censurare la trasmissione... Infine, l'informazione su quest'ultima censura è stata censurata da numerosi quotidiani e settimanali (2)...Per fortuna, ne usciamo bene. E anche il film. Pas vu pas pris, che comprende sia il documentario censurato che il racconto della sua censura è stato presentato il 9 agosto al Festival di Locarno, e uscirà nelle sale in Francia l'11 novembre. Pierre Carles forse ha scelto questa data nella speranza che i suoi avversari, numerosi e accaniti (3) gli concedano una tregua. Potrà allora assaporarlo insieme ai 3.500 iscritti dell'associazione che gli ha dato il suo appoggio.(4) Inviando i fondi che hanno reso possibile la produzione del film, facendo breccia nello sbarramento contrapposto dai censori, permetteranno ai francesi di essere ben informati sull'informazione. Almeno per questa volta.
note:
(1) Si legga"Pas vu, pas pris", Le Monde diplomatique, maggio 1995 e maggio 1998. (2) Viceversa Libération ha pubblicato ampi stralci del documento censurato nell'edizione del 1 luglio 1998. Hebdo, Marianne e Le Nouvel Observateur hanno dato spazio all'informazione. (3) Mostrando scarsa padronanza dei suoi nervi e del suo linguaggio, Alain de Greef, direttore dei programmi di Canal Plus, ha denunciato un"documento disonesto e illegale", sulla falsariga dei documenti che hanno fatto nascere"il fascismo e il nazismo nell'Europa degli anni 20", Libération, 2 luglio 1998. (4) Associazione"Pour voir pas vu", BP 114, 30010, Nimes, Cedex 4. |